I dissidenti – Elisabetta Tagliati

  • Autore: Elisabetta Tagliati
  • Titolo: I dissidenti
  • Casa editrice: Self publishing – Amazon
  • Pagine: 87
  • Genere: Distopico

Cari amici librosi,
questo mese la recensione è dedicata a un romanzo di genere distopico I dissidenti di Elisabetta Tagliati.
Un romanzo che richiama le atmosfere orwelliane, in cui domina una società complessa, disumana, governata dal famigerato Algoritmo, che scannerizza e analizza le capacità di ogni individuo.


In una società completamente atea, dove ciò che non si vede non può essere concepibile, dove la speranza e la volontà non hanno più motivo di essere, esiste solo una luce: Madre. Una donna, un’entità ammirata da tutti, da una popolazione indottrinata da regole ferree in cui esprimere un parere diverso, un’opinione, un solo diversificarsi, determina l’essere rinchiusi e isolati dalla società, fino a scomparire per sempre.

Ma non tutti vogliono sottostare a quelle regole, non coloro definiti come i dissidenti. Ribelli pronti alla lotta contro quel potere sconosciuto, che tenta di domare ogni persona, oggetto, evento alla sua volontà.
Il mondo può essere ancora cambiato, la rivoluzione è l’unica via.


La storia illustrata dalla Tagliati ha una struttura ben definita, caratterizzata non da una prosa lineare, ma da un insieme di esperienze di alcuni individui identificati mediante un codice alfanumerico, privi di una propria caratterizzazione, privi di nome.

Una sorta di raccolta di memorie, di ricordi dei vari individui e cittadini. Attraverso le testimonianze e le voci di questi volti privi di una propria identità diversificata, la Tagliati descrive quel mondo distorto e crudele che caratterizza una società ottenebrata. Un mondo inesistente, ma che allo stesso tempo fa riflettere su determinate dinamiche che possono governare la mente umana, e come questa mente possa essere plasmata e resa uniforme secondo delle ideologie malsane e false.

Che dire della Cortigiana d’Inchiostro? La storia narrata da Elisabetta Tagliati ha destato il mio interesse fin dalla prima pagina. Non solo per la tematica trattata, il genere distopico mi ha da sempre affascinato e attirato, ma anche per la struttura particolare e leggera, nonostante la drammaticità dell’argomento.

Stefania Marotta

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